Istruzioni aggiornate per trattare la dermatite seborroica

La dermatite seborroica (DS) è una comune patologia cutanea caratterizzata da placche eritematose e squamose, con aspetto unto di colore giallo o bianco, il cui aspetto può variare in base a fattori come il fototipo cutaneo, l'età e la localizzazione anatomica.

Questo disturbo colpisce notoriamente aree cutanee ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto, il viso, il torace, la schiena e l'inguine. In questo contesto un articolo scientifico recente, frutto di ricerche di scienziati statunitensi e pubblicato sulla rivista Journal of the American Academy of Dermatology nel dicembre 2022, fornisce un aggiornamento sulle conoscenze riguardanti la fisiopatologia della DS, esaminando il modo in cui la malattia si presenta, il processo di diagnosi e i più innovativi approcci terapeutici. Ma andiamo per ordine.

La dermatite seborroica è una patologia cutanea diffusa che si presenta in modo eterogeneo, influenzata da diversi fattori che dipendono sia dal paziente sia dall'ambiente circostante. La sua prevalenza globale è stimata intorno al 5%, sebbene alcuni studi mostrino una percentuale ben più alta, e l'incidenza si distribuisce principalmente in tre fasce di età: neonati sotto i 3 mesi, adolescenti (o giovani adulti) e adulti oltre i 50 anni.

La patofisiologia multifattoriale coinvolge interazioni tra la flora cutanea, i lipidi superficiali della pelle e la suscettibilità individuale, ma spesso entrano in gioco anche fattori psicologici, condizionando sia la qualità della vita sia il benessere emotivo del paziente.

L'articolo scientifico statunitense evidenzia, tra le altre cose, l'emergere di condizioni simili alla DS in pazienti affetti da dermatite atopica trattati con dupilumab, oltre alla comparsa della DS in seguito all'uso prolungato di mascherine facciali (come accaduto durante la pandemia di Covid-19).

Inoltre, dal paper emerge una panoramica sulle nuove prospettive di trattamento, con un focus particolare sull'introduzione di inibitori della fosfodiesterasi-4 (PDE-4). La DS si rivela una patologia cutanea complessa, ma la sua gestione efficace richiede una comprensione dettagliata delle manifestazioni specifiche dei pazienti: in questo contesto l'introduzione degli inibitori della PDE-4 rappresenta un potenziamento delle opzioni terapeutiche.



Fonte: https://www.jaad.org/article/S0190-9622(22)03307-2/fulltext




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