Camminare a lungo allunga la vita

La sedentarietà è notoriamente una delle grandi piaghe del Ventunesimo secolo in termini di salute pubblica. Esistono infatti solide evidenze scientifiche che dimostrano come la poca mobilità aumenti – peraltro in maniera significativa – il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, e di conseguenza riduca la durata della vita.

Se la distinzione tra stile di vita sedentario e non sedentario viene convenzionalmente definita attraverso la soglia dei 5mila passi al giorno, molto meno chiaro è quale legame ci sia tra l’aumento della distanza percorsa quotidianamente e l’abbassamento del rischio cardiovascolare. In altre parole, esiste un numero di passi ideale, ed è vero che più si cammina e meglio è?

A provare a rispondere a questa complessa domanda scientifica è stato di recente un team internazionale di ricercatori, guidati dai polacchi Maciej Banach e Joanna Lewek, che ha condotto una metanalisi della letteratura scientifica disponibile sul tema, includendo 17 studi per un totale di circa 227mila partecipanti, monitorati per una durata media di poco superiore ai 7 anni. E i risultati, pubblicati ad agosto 2023 sullo European Journal of Preventive Cardiology, rappresentano oggi la migliore sintesi che abbiamo a disposizione in termini di effetti sulla salute dell’attività fisica, misurata in particolare sulla base del numero medio di passi percorsi quotidianamente.

Le analisi statistiche hanno portato a conclusioni piuttosto nette: un incremento di 1.000 passi al giorno è correlato a una riduzione della mortalità generale del 15%, e allo stesso modo un incremento di 500 passi è associato a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare del 7%. Se da un lato questa correlazione inversa tra il conteggio dei passi giornalieri e la mortalità è solidissima, dall’altro è emerso anche che esistono elementi di non linearità in questa risposta, e in particolare che all’aumentare della distanza percorsa i benefici tendono a crescere anche in modo più che lineare.

L’analisi ha inoltre valutato gli effetti di camminate particolarmente lunghe, fino a 20mila passi al giorno, confermando in generale che più si cammina (almeno fino a questa distanza, corrispondente grossomodo a 20 chilometri) e maggiori sono i benefici che se ne traggono. La buona notizia, però, è che non sono necessari tanti passi per avere effetti positivi per la salute: già a partire anche da 3mila o 4mila passi al giorno, infatti, il beneficio è evidente, mantenendo dunque valida (grossomodo) la comune soglia di distinzione tra vita sedentaria e attiva.

Anche se il gruppo di lavoro ha specificato che sono emerse differenze non trascurabili in base alla fascia di età, i risultati generali dell’analisi offrono certamente un elemento in più per promuovere la consapevolezza pubblica dell’importanza dell’attività fisica, in particolare attraverso la pratica tanto semplice quanto benefica del camminare quotidianamente per alcuni chilometri.


Fonte: https://academic.oup.com/eurjpc/advance-article/doi/10.1093/eurjpc/zwad229/7226309



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