L’orticaria, che stress!

Siamo abituati ad associare l’orticaria a uno specifico fattore scatenante, come un alimento o un agente irritante. Ma esiste anche un tipo di orticaria che non è collegata in modo palese a una causa immediata, e può perdurare per tempi anche molto lunghi. Si tratta dell’orticaria cronica, caratterizzata dalla presenza dei sintomi tipici per più di sei settimane.

Dal prurito ai pomfi all’angioedema, le manifestazioni tipiche dell’orticaria cronica possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre. Un team di ricerca che vede riuniti centri universitari e ospedalieri libanesi, ciprioti, tedeschi e francesi ha condotto uno studio multicentrico cross-sectional per approfondire le conseguenze psicologiche di questo disturbo dermatologico. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Acta Dermato-Venerologica.

Lo studio ha interessato 264 pazienti libanesi di età media di 36 anni, di cui circa il 55% donne, in cura presso cliniche dermatologiche e/o immunologiche tra il luglio 2018 e il giugno 2020. Per valutare l’impatto dell’orticaria cronica sulla qualità della vita, i ricercatori hanno utilizzato il questionario CU-Q2oL e l’indice della qualità della vita in dermatologia (DLQI). In aggiunta, ai pazienti è stato somministrato il questionario PHQ-9 (Patient Health Quality) e il Beirut Distress Score (BDS-22) per valutare la presenza di disturbi dell’umore e in particolare di ansia e depressione.


Che cosa emerge dall’analisi dei dati? Innanzitutto, che l’orticaria cronica incide effettivamente sulla qualità della vita di chi ne soffre, come suggerito anche da altri studi. Nello studio di Tawil e colleghi, la qualità della vita era significativamente più bassa nella metà dei pazienti. E oltre a questo, lo studio evidenzia che le persone con orticaria cronica tendevano a soffrire di ansia e depressione più spesso e in modo più marcato rispetto al gruppo di controllo.

Lo stato di stress psicologico non è solo una conseguenza del disturbo, ma può anche esacerbarlo ulteriormente, riportano gli autori. Inoltre, è interessante notare come lo stato di malessere e disagio psicologico tenda a essere più alto quando non si riesce a risalire a una causa specifica dell’orticaria.

In coda al lavoro, i ricercatori evidenziano alcuni limiti dello studio, come il fatto che si è trattato di uno studio retrospettivo e che la raccolta dati si è basata soltanto sulle risposte ai questionari e su alcuni dati anagrafici e demografici. I risultati sono in ogni caso di grande interesse e andrebbero approfonditi ulteriormente.

Gli aspetti psicologici collegati all’orticaria e ad altri disturbi dermatologici, infatti, sono una componente importante di cui tenere conto nella gestione del paziente e nel suo percorso terapeutico.


Fonte: https://medicaljournalssweden.se/actadv/article/view/2939



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