Questioni di gusto: è più buono il macrogol senza elettroliti

Antichissimi modi di dire come “indorare la pillola” – derivato dall’abitudine di cospargere i medicamenti di spezie aromatizzanti - o, anche, riferimenti letterari come quelli di Lucrezio che nelle sue metafore usa il miele con cui all’epoca si addolciva l’amaro della medicina, dimostrano un fatto: il cattivo sapore è un fattore limitante non trascurabile per l’aderenza ad una terapia.

Il trattamento della stipsi, in particolare, non è sempre di facile gestione. Oltre all’individualità della risposta e alla necessità di adeguare la terapia per lunghi periodi, bilanciando efficacia e tollerabilità, deve anche tenere in conto le caratteristiche organolettiche della preparazione.

E alcuni lassativi osmotici non aiutano: largamente utilizzati nel trattamento della stipsi, e somministrati in soluzioni disciolte in acqua, sono condizionati dalla presenza del particolare sapore legato alla presenza di elettroliti, una caratteristica li rende poco appetibili, influenzando la compliance al trattamento e di fatto facendo venire meno l’efficacia dello stesso. È il caso, ad esempio, dell’idrossido di magnesio o del macrogol con elettroliti, un polimero inerte del glicole etilico (PEG) che, non essendo assorbito dall’intestino, agisce con efficacia richiamando acqua nel lume e favorendo il miglioramento della consistenza delle feci e il transito intestinale.

Il macrogol però esiste anche in una formulazione senza elettroliti. Alcuni studi hanno provato a valutarne il fattore gusto, sia negli adulti che – caso ancor più problematico - nei bambini. Un esempio sono i pazienti pediatrici studiati dal gruppo di Francesco Savino, dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. I piccoli (91 soggetti tra i 2 e i 16 anni) sono stati divisi in due gruppi a cui è stato chiesto di valutare anche il sapore della medicina: il 43%% del gruppo trattato con PEG senza elettroliti (49 minori) ha valutato positivamente il sapore della preparazione, contro il 2% del gruppo trattato con PEG + elettroliti (42 pazienti). Viceversa solo il 2% di chi ha assunto la formulazione neutra ne ha decretato un sapore cattivo, contro il 26% di chi ha avuto macrogol con elettroliti.

Un’analoga risposta è arrivata dalla ricerca del gruppo brasiliano di Patricia Gomes (Universidade Federal de Minas Gerais, Belo Horizonte), condotta su un piccolo campione (38 individui) di pazienti di età compresa tra uno e quindici anni ed effettuata comparando macrogol senza elettroliti con idrossido di magnesio.

Benché l’efficacia si fosse dimostrata sovrapponibile, l’aderenza era risultata maggiore nel gruppo che assumeva macrogol senza elettroliti: mentre tutti i bambini e i ragazzi hanno accettato il PEG, il 42,9% di coloro a cui è stato offerto l'idrossido di magnesio ha rifiutato, un dato spiegato dagli autori proprio con l’assenza di un particolare sapore in questa formulazione.


La tendenza a preferire PEG senza elettroliti è stata documentata anche negli adulti, come ci indicano i risultati di uno studio condotto da un gruppo di gastroenterologi olandesi del University Medical Centre di Amsterdam, coordinati da Maria Szojda. Su un campione di cento volontari a cui è stato chiesto di assaggiare sia una preparazione di PEG senza elettroliti (e al gusto di arancia) che una di PEG con elettroliti, ottantaquattro hanno preferito il sapore del primo prodotto e solo sette quello del secondo, mentre gli altri si sono dimostrati indifferenti. Nessuna differenza di genere è stata osservata.

È evidente, dunque, che in questo caso, come in altri, se anche il gusto vuole la sua parte, assecondarlo preferendo formulazioni più gradevoli- ed ugualmente efficaci- potrebbe rivelarsi una strategia vincente nell’evitare l’abbandono della terapia.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3511173/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18193118/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21116598/





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