Pressione alta: le nuove regole internazionali

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Dopo sette anni l’International Society of Hypertension (ISH) pubblica una nuova versione delle linee guida globali per il trattamento della pressione alta, un documento sviluppato da un gruppo di specialisti dell'ipertensione di tutto il mondo e pensato per essere di facile consultazione dal personale sanitario di ogni Paese.

L'ipertensione sanguigna è la principale causa di morte, in senso assoluto: colpisce oltre 1,4 miliardi di persone e ne uccide oltre 28mila, ogni giorno. Non è una condizione da “primo mondo” come può essere ritenuta l’obesità. Si stima infatti che il 72% dei malati di ipertensione vivano in paesi a basso e medio reddito. Per far fronte a una minaccia globale, l’ISH ha quindi voluto produrre delle indicazioni utili per i sistemi sanitari nazionali di tutto il mondo, indipendentemente dalle risorse che possono mettere in campo, distinguendo quindi tra raccomandazioni "ottimali" da fornire quando vi sono risorse – sono quelle su cui ad esempio si concentrano le linee guida europee prodotte nel 2008 dalle società di riferimento (ESC/ESH) e dalle quali le nuove linee guida non si discostano di molto – e linee definite "essenziali", considerate lo standard minimo per garantire il diritto alla salute.

Le nuove raccomandazioni sono valide per gli adulti, dai 18 anni in su. Il documento ISH dà una definizione certa di ipertensione, basata su una misura che deve essere fatta sempre da personale specializzato (in ambulatorio o in clinica), ripetendo l’esame secondo criteri scientifici: in queste condizioni si può diagnosticare la “pressione alta” a una persona se la misura riporta un valore ≥140 / 90 mm Hg. Questi soggetti devono poter accedere ad un efficace trattamento a base di farmaci. Se poi vi è una familiarità coi problemi cardiovascolari questi pazienti devono essere messi sotto una lente d’ingrandimento specifica, valutando e integrando tutti i fattori di rischio che lo contraddistinguono, dall’aumento della massa corporea al livello di tabagismo. L’uso dei farmaci deve mirare a una riduzione della pressione arteriosa di almeno 20/10 mm Hg, fino a riportare la pressione del sangue almeno al valore discriminante di 140/90 mm Hg per i livelli “essenziali” e di 130/80 mm Hg per quelli “ottimali”.

Per coloro invece che possiedono una pressione sanguigna alta “normale” (130-139 / 85-89 mm Hg) pur potendo prendere medicinali, se consigliati dal medico, l’indicazione è quella di intervenire essenzialmente sugli stili di vita.
La modifica dello stile di vita è considerata in ogni caso la prima linea di trattamento contro la pressione alta, dato che le evidenze scientifiche ne hanno dimostrato il beneficio anche sull’efficacia dei trattamenti antiipertensivi. Quindi valgono sempre le regole generali di fare esercizio fisico, mangiare correttamente (con poco sale e riducendo i condimenti di origine animale), abolire il fumo e limitare l’alcol. Le nuove raccomandazioni ISH introducono esplicitamente anche la riduzione dei fattori di stress e dell’inquinamento dell’aria.