Allarme coronavirus: nasce il registro per i malati reumatologici

Sono cinque milioni e mezzo le persone colpite da una malattia reumatica in Italia e molti di essi sono immunodepressi, una condizione che rende vulnerabili nei confronti del coronavirus. La Società italiana di reumatologia (SIR) ha attivato un Registro per tenere sotto controllo una categoria di cittadini a rischio.
L’appello è stato diramato il 30 marzo: a tutti i reumatologi italiani si chiede di segnalare quanti loro pazienti sono ammalati di Covid-19. La richiesta copre tutti i malati di quella vasta compagine che sono le malattie reumatologiche, dalle artriti alle artrosi, passando per le connettiviti e la gotta. Indipendentemente dall’età e dalla gravità. Lo scopo è quello di attivare un completo registro “Coronavirus e Malattie Reumatologiche”, perché l’intera categoria potrebbe essere colpita.

Il Registro sarà il collettore di tutti i dati di casi clinici sui pazienti con Covid-19 e con malattie reumatiche e muscoloscheletriche, con lo scopo di descrivere e monitorare l’evoluzione della malattia in base a vari fattori. “Vogliamo meglio comprendere in che modo fattori come l’età, le comorbidità e i diversi trattamenti possano influenzare i contagi e gli esiti della infezione da Covid-19”, ha spiegato Luigi Sinigaglia, presidente della SIR. E il database comincia a riempirsi di dati scientifici che verranno resi pubblici e messi in rete globalmente.
“Stiamo raccogliendo preziose informazioni che potranno poi essere utili anche per altri Paesi che stanno attualmente fronteggiando una situazione meno drammatica della nostra – ha continuato Sinigaglia - Il nostro registro ha già raccolto decine di casi ed è interfacciato con i registri internazionali che sono partiti dopo il nostro, in particolare in coordinamento con la Società europea di reumatologia, l’EULAR”.

I dati raccolti saranno tutti anonimi e realizzati in ottemperanza al regolamento GDPR sula privacy, e aiuteranno e guideranno i reumatologi e altri operatori sanitari nella consulenza e nella cura dei loro pazienti. L’idea è quella che confluiscano tutti in una rete di database sotto l’egida della COVID-19 Global Rheumatology Alliance, un’iniziativa internazionale che raccoglie anche i dati degli Stati Uniti d’America sul rapporto tra malati reumatologici e infezione da SARS-CoV-2. Si prevede che la raccolta dati consentirà di pubblicare con regolarità dei bollettini di monitoraggio dello stato dei pazienti reumatologici durante la pandemia.

La partecipazione alla raccolta dati è volontaria, ma ci si aspetta che il mondo medico risponda positivamente in quanto non è difficoltosa. È stato stimato infatti che un reumatologo per inserire i dati dovrebbe impiegare circa 5-7 minuti a paziente. L’EULAR si raccomanda di segnalare anche i pazienti con Covid-19 sospetta, ma non confermata.


Link al Registro COVID19-RMD SIR


 
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