Forfora, quando vince lo stafilococco

Cosa causa la forfora? Una domanda semplice, con una risposta complessa. La desquamazione della pelle del cuoio capelluto è infatti un sintomo dovuto a cause diverse. Da un lato intervengono i fattori legati alla persona che ne soffre - come la predisposizione alla produzione di sebo, l’età, l’alimentazione, la mancanza di sonno o lo stress - dall’altro la formazione dei tipici frammenti di pelle morta può essere anche un indicatore di una qualche patologia del corpo.

La scienza che sta dietro la lotta alla forfora però ha un comune terreno di battaglia: il microbioma cutaneo, vale a dire la vasta e complessa popolazione microbica che vive sulla pelle di ciascuno di noi. Le tipologie di organismi che costituiscono questo ecosistema microscopico possono fare la differenza nella formazione della forfora. Ad esempio, i lieviti del genere Malassezia – il principale tipo di funghi microscopici che popolano la pelle dell’uomo – sono da anni al centro della ricerca perché associate a molte patologie della cute. Ma non di soli funghi è fatto il microbioma. Un gruppo di scienziati cino-giapponesi ha deciso di mettere sotto la lente anche la popolazione batterica, con risultati sorprendenti.

Il team di ricercatori ha arruolato un gruppo di 59 volontari tra i 18 e i 60 anni presso lo Shanghai Skin Disease Hospital, nel cuore della capitale economica della Cina. Tutti possedevano le caratteristiche adatte un test del cuoio capelluto, tra cui non aver intrapreso nessuna azione artificiale sui capelli (come la messa in piega o colorazione), no avere cicatrici e non soffrire di dermatite seborroica, psoriasi, dermatite allergica, eczema, infiammazioni della pelle. Ai volontari sono stati rilevati dati sulla propria persona (età, livello di sebo e forfora, perdita di acqua transepidermica) ed è stato chiesto di non lavarsi i capelli con shampoo specifici per due giorni, in maniera da non alterare il microbioma. Una volta fatto ciò, a tutti è stato fatto un tampone cutaneo.

Questa ha permesso di capire quali specie di microbi popolassero la cute. Il sequenziamento genetico ha individuato 35 generi di batteri legati alla presenza o meno di forfora. Di questi però, due si sono rivelati essere fortemente correlati, lo stafilococco (Staphylococcus) e il Propionibacterium. Il primo è risultato associato ad un aumento della desquamazione, mentre il secondo ad una sua diminuzione. Anche i due batteri sono legati fra di essi, dato che nel microbioma sono in competizione: un eccesso dell’uno inibisce la concentrazione dell’altro e viceversa. In una cute sana sono in equilibrio dinamico, il che ha fatto battezzare i due batteri in maniera colorata da alcuni organi di stampa (“lo yin e lo yang dei capelli sani”).

La ricerca ha messo a fuoco un aspetto inedito della produzione di scaglie di pelle tra i capelli: per quanto il campione di persone sia stato molto limitato, la forfora sembra essere associata anche allo squilibrio dei rapporti tra due specifici generi batterici: un’informazione che potrebbe orientare verso nuovi prodotti progettati per riportare l’equilibrio nell’ecosistema microbico del cuoio capelluto.




 

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