Psoriasi: la strada verso il diabete

Da placche ed eritemi della pelle al glucosio nel sangue: chi ha la psoriasi rischia di sviluppare anche il diabete. Le due malattie sono infatti in qualche modo imparentate e il loro legame è stato messo a fuoco da alcuni ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania, a Filadelfia, che hanno pubblicato le loro scoperte sul Journal of American Academy of Dermatology.

Si ritiene che la psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle, in Italia colpisca quasi un milione e mezzo di persone, avendo una prevalenza stimata di circa il 2,8% della popolazione adulta. La scienza medica è arrivata ad appurare che l’infiammazione della pelle causata dalla psoriasi provoca una resistenza all’insulina, una condizione che richiama quella del diabete di tipo 2. Ad essere messe sotto la lente della scienza sono le citochine TH-1, un tipo di segnale infiammatorio che gioca un ruolo cruciale sia nelle reazioni che conducono alla psoriasi che allo sviluppo di insulino-resistenza. “La psoriasi e il diabete condividono mutazioni genetiche simili, suggerendo una base biologica per la loro connessione", ha spiegato Joel M. Gelfand, dermatologo dell’Università della Pennsylvania.

Gelfand e il suo staff hanno voluto quantificare questa connessione. In questo tentativo risultava essenziale cercare un indicatore predittivo. Quali, tra le persone colpite da psoriasi, rischia nel futuro di sviluppare diabete di tipo 2? Chi invece può stare più tranquillo? La scelta dell’indicatore è caduta sul calcolo della superficie cutanea (BSA, body surface area) intesa come misura della percentuale del corpo coperta dalle placche rosse della psoriasi. Utilizzando un database del Regno Unito che raccoglieva questo ed altri dati, gli scienziati potuto lavorare coi dati di quasi 85mila pazienti, tutti adulti e seguiti per 4 anni. Di questi, 8.124 avevano psoriasi, mentre 76.599 non l’avevano.

L’elaborazione dei dati ha permesso di scoprire che chi aveva una psoriasi limitata (minore o uguale al 2%) ha un rischio relativo superiore al 21% di sviluppare il diabete nel futuro rispetto a chi non ha la malattia della pelle. Ma il rischio relativo si impenna se si ha una BSA superiore o uguale al 10%: chi ha una psoriasi così estesa rischia il 64% in più rispetto a chi non ce l’ha affatto. Ogni ulteriore aumento del 10% della superficie cutanea colpita dalla psoriasi si traduce in un notevole incremento del rischio relativo: il 20%. Avere quindi una BSA del 20% vuol dire possedere un rischio di quasi l'84% più elevato. L’insorgenza del diabete, sottolineano gli scienziati, è stata indipendente da altri fattori di rischio più noti per i disturbi metabolici.

Lo studio, oltre a rimarcare l’ipotesi che esista un nesso causale tra la malattia cutanea e quella metabolica individua la BSA come indicatore ottimale. I ricercatori suggeriscono infatti che la misura dovrebbe diventare di routine e che le persone con BSA superiore al 10% dovrebbero essere indirizzate di default verso uno stile di vita orientato alla prevenzione del diabete.

Fonte: https://www.jaad.org/article/S0190-9622(17)32616-6/fulltext


 

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