Pressione alta: le nuove regole europee per un cuore sano


Pillole multi-farmaco, più pazienti da trattare e lotta al binge drinking: la European Society of Cardiology (ESC) e l’European Society of Hypertension (ESH) hanno pubblicato le nuove linee guida europee 2018 per il trattamento della pressione alta.

Le linee guida ESC/ESH sono una bussola per il mondo medico che si dedica ad una condizione, l’ipertensione, che provoca milioni di decessi annuali (10 milioni solo nel 2015) rappresenta la principale causa di mortalità prematura nel mondo. Le linee guida forniscono raccomandazioni per i medici di tutta Europa su come diagnosticare l'ipertensione, come valutare il rischio, su quali stili di vita e farmaci consigliare ai pazienti.

Presentate in occasione del congresso ESC di Monaco di Baviera – il più grande evento scientifico sulle patologie cardio-vascolari che dal 25 al 29 agosto 2018 ha ospitato nella città tedesca più di 30mila professionisti del settore – e sviluppate grazie a Bryan Williams dell’University College di Londra (presidente ESC), e Giuseppe Mancia dell’Università Milano-Bicocca di Milano (presidente ESH), ora le nuove linee guida sono pubblicate on-line.

"Le linee guida ESC/ESH del 2018 emettono nuove raccomandazioni su come trattare in modo ottimale l'ipertensione – ha sintetizzato Mancia - La terapia farmacologica si estende a ulteriori gruppi di pazienti. La terapia combinata è ora riconosciuta come la strategia di trattamento iniziale più efficace nella maggior parte dei pazienti. "

La terapia combinata (che assomma due o più principi attivi nella medesima pillola) è la novità che salta maggiormente all’occhio nel nuovo orientamento: dando sin da subito più principi attivi si ritiene non solo di fornire una terapia più efficace, ma anche di combattere la bassa aderenza alle prescrizioni mediche dei pazienti, scoraggiati dal dover prendere più pillole.

“Abbiamo a disposizione – ha spiegato Mancia – trattamenti efficaci che in teoria, potrebbero controllare bene la pressione nel 90-95% dei pazienti; invece, è appena il 15-20% a centrare i target di trattamento. La nuova edizione delle linee guida mira proprio ad aumentare la percentuale di pazienti a target, introducendo una strategia di trattamento semplice e facile da seguire”.

Le ultime evidenze illustrano come i farmaci riducano il rischio di ictus e infarto anche in categorie a cui fino ad ora veniva consigliato solo uno stile di vita sano. Il trattamento anti-ipertensivo viene ora suggerito anche a pazienti con rischio basso-moderato, (ipertensione di I grado con 140-159/90-99 mmHg), compresi quelli di 65-80 anni, e i soggetti con pressione alta “normale” (130-139/85-89). “Anche le persone di 65-80 anni con pressione superiore ai 140/90 mmHg dovrebbero essere messe in trattamento antipertensivo”, ha affermato Williams. La terapia va proseguita anche oltre gli 80 anni, se il paziente la tollera.

Le nuove linee guida rivedono anche gli obiettivi terapeutici (120-129 mmHg per i pazienti con meno di 65 anni, 130-139 per quelli al di sopra dei 65 anni), stilano nuove raccomandazioni sul controllo della pressione durante le terapie oncologiche e su come comportarsi durante le attività fisiche e in alta quota.

In ogni caso gli stili di vita sani vanno raccomandati sempre dai medici ai pazienti. Nelle nuove linee guida, all’attenzione alla dieta (sale, alimenti sani, etc) e alla vita salutare (senza fumo, con poco alcol e con molta attività fisica) viene aggiunta una parte dedicata al divieto assoluto di binge drinking, l’”abbuffata alcolica” che sempre più viene imputata ai giovani pazienti.


Le linee guida:
https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehy339/5079119#120444711




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