Ecco come la pelle può somatizzare lo stress

Il legame tra stress e manifestazioni cutanee è tra gli aspetti della dermatologia più chiacchierati e anche più solidamente dimostrati dal punto di vista delle evidenze scientifiche. Non c’è alcun dubbio, infatti, che una condizione di forte tensione e pressione psicologica possa manifestarsi esteriormente attraverso la nostra cute, con la comparsa o l’intensificazione di una serie di sintomi più o meno fastidiosi.

Tuttavia, prima di analizzare nel dettaglio i principali modi in cui lo stress può interessare la pelle, un paio di premesse sono doverose. La prima è che spesso lo stress svolge il ruolo di concausa o di accentuatore dei sintomi, ma non è affatto detto che se una patologia si manifesta in contemporanea a un periodo di forte tensione si possa escludere che i sintomi siano dovuti anche ad altri fattori scatenanti. In questo senso, dunque, pure quando il legame tra stress e anomalie sulla pelle pare plausibile è bene far valutare il quadro clinico a uno specialista, evitando di procedere con diagnosi superficiali o addirittura auto-prodotte. La seconda premessa è che in generale in concetto di stress comprende dinamiche molto diverse tra loro, che possono includere anche sollecitazioni meccaniche, esposizione a radiazioni come i raggi ultravioletti, squilibri ormonali, azione di agenti patogeni e una serie di altre ragioni. Tuttavia, nell’accezione più comune, per stress si intende una condizione di forte tensione psicologica o emotiva, che è ciò a cui si fa riferimento quando si parla di “dermatite da stress”.

Perché lo stress arriva dritto alla pelle

La ragione per cui la pelle – l’organo più esteso del nostro corpo – è il luogo dove per primi si manifestano eventuali conflitti o alterazioni interiori è da cercarsi già nei meccanismi di sviluppo prima della nascita. La cute e il sistema nervoso, infatti, si originano da uno stesso foglietto embrionale e poi continuano a comunicare per tutta la vita attraverso opportuni ormoni (neurormoni come il cortisolo) e proteine (citochine). Questo spiega come mai la pelle sia il luogo preferenziale per la manifestazione delle malattie psicosomatiche.

Se quindi è parte della saggezza popolare (ma anche della conoscenza scientifica) che lo stress renda la pelle peggiore, non stupisce che litigi, periodi di lavoro intenso o preoccupazioni possano tradursi anche in sfoghi di varia natura sulla nostra cute. A livello biochimico, in particolare, le infiammazioni sono dovute a un’alterazione dei normali meccanismi di regolazione, che ad esempio portano a livelli anomali di cortisolo e dunque a sviluppare segni esteriori e sintomi fastidiosi proprio a livello della pelle.

I disturbi più spesso correlati allo stress

Partiamo da un effetto meno acuto, ma che si genera nel tempo: le rughe e le zampe di gallina. Tutti questi solchi, che si possono formare sulla fronte ma anche sopra le labbra e intorno agli occhi, sono dovuti principalmente all’invecchiamento ma possono generarsi più in fretta o farsi più evidenti durante i periodi di stress. Sempre nella regione oculare, inoltre, pure le occhiaie hanno una forte correlazione con la tensione psicologica, sia indirettamente attraverso il disturbo della regolarità del sonno sia direttamente per via dei già citati effetti biochimici.

Il filone che più di tutti ha un nesso di causalità con lo stress è l’aumento di produzione sebacea, determinato spesso da uno squilibrio ormonale che si esprime a livello cutaneo. Le somatizzazioni possono essere esteticamente differenti: si va dall’acne diffusa alla comparsa di un numero molto piccolo di brufoli che permangono più a lungo del solito, fino all’aggravamento di altre patologie latenti come la dermatite seborroica o la comparsa di una quantità anomala di forfora.

Tra le altre manifestazioni dello stress a volte dimenticate c’è la difficoltà nel rimarginare le proprie ferite cutanee. L’indebolimento della pelle dovuto alla pressione mentale rallenta la capacità della pelle di auto-ripararsi, esponendola tra l’altro a un rischio aggiuntivo di infezioni. Nella pratica, questa ridotta velocità di rigenerazione si traduce in cicatrici, brufoli e croste che permangono più a lungo nel tempo, ma anche nella più frequente comparsa di dermatite, orticaria e molte altre manifestazioni cutanee.

Più in generale, la quasi totalità delle malattie autoimmuni e che si manifestano a livello della pelle vengono aggravate dallo stress. Esempi eclatanti sono l’herpes simplex (quello più comune, con le classiche visciole sulle labbra o sulla pelle intorno che riaffiorano dopo un periodo di assenza) e l’herpes zoster (il fuoco di Sant’Antonio), ma non vanno scordate connettiviti, lupus e la candida, che possono manifestarsi più di frequente o in modo più intenso quando si è sotto stress.

L’elenco è ancora lungo. Tra le conseguenze (esclusive o parziali) dello stress ci possono essere le dermatiti atopiche – con prurito, pelle arrossata ed eventuali croste – la psoriasi con le tipiche placche rosse coperte squame bianche, l’alopecia areata con le chiazze sul cuoio capelluto o nella barba e la perdita improvvisa dei peli, e poi la rosacea che determina l’arrossamento del volto. Infine ci sono il melasma, con l’insorgenza di chiazze marroni sulla pelle del viso (soprattutto nelle donne), la comparsa di afte recidivanti all’interno della bocca e la dermatite da stress, che come suggerisce il nome è una manifestazione cutanea generica che si manifesta senza che sia possibile individuare altre cause scatenanti al di là della tensione psicologica. Tra le sue manifestazioni ci sono il prurito e l’arrossamento di diverse aree cutanee, soprattutto sul collo, sulle mani o sul viso.


servcons

Servizi e approfondimenti per il dermatologo Scopri
🕑