Il meccanismo dell'effetto placebo

La magnitudo della reazione di un paziente alla somministrazione di un placebo è strettamente correlata all’attività della dopamina nell’area cerebrale del nucleus accumbens. Lo svela una ricerca pubblicata dalla rivista Neuron.
I ricercatori del Department of Psychiatry and Molecular and Behavioral Neuroscience Institute dell’Università del Michigan di Ann Arbor hanno combinato i risultati di tomografie ad emissione di positroni (PET, Positron Emission Tomography) e risonanze magnetiche funzionali (fMRI, Functional Magnetic Resonance Imaging) effettuate su 30 volontari ai quali era stato precedentemente annunciato che avrebbero subito prima un’iniezione dolorosa – come effettivamente è avvenuto – e poi una dose di analgesico che invece era placebo. I pazienti che hanno riportato effetti analgesici sebbene inoculati con placebo hanno mostrato una più elevata attività legata alla dopamina nel nucleus accumbens.

«I risultati di questo studio effettuato con imaging funzionale e molecolare indicano che l’attività dopaminergica è attivata in risposta al placebo in modo proporzionale al beneficio che il singolo paziente si aspetta di ricevere», spiega Jon Kar Zubieta, professore di Psichiatria all’Università del Michigan e leader del team di ricercatori. «Sia i recettori per la dopamina sia quelli per l’endorfina sono profondamente legati spazialmente al nucleus accumbens: questo ci permette di scavare nei meccanismi alla base dell’effetto placebo, un fenomeno potenzialmente di grande interesse, perché fa in modo che alcuni pazienti rispondano a un trattamento, che in realtà non c’è, esattamente come se li trattassimo».

Bibliografia. Scott DJ, Stohler CS, Egnatuk CM, Wang H, Koeppe RA, Zubieta JK. Individual Differences in Reward Responding Explain Placebo-Induced Expectations and Effects. Neuron 2077; 55: 325-336.


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