L’ipotiroidismo in gravidanza non va trascurato

Una ricerca tutta italiana dimostra quanto sia importante controllare la tiroide nelle donne in dolce attesa: trascurarla infatti potrebbe danneggiare la “salute intellettiva” del nascituro. Lo studio, pubblicato sul Journal of Cellular and Molecular Medicine e condotto dal gruppo del prof. Alfredo Pontecorvi (Università Cattolica di Roma), ha dimostrato che gli ormoni tiroidei materni attraversano la barriera placentare e vengono trasferiti al feto quando la produzione ormonale fetale non è ancora iniziata. E dal momento che gli ormoni tiroidei sono essenziali nella regolazione della crescita, dello sviluppo del sistema nervoso centrale e del metabolismo basale, avere una tiroide che funziona poco può alterare lo sviluppo del sistema nervoso fetale, aumentando la probabilità di partorire bimbi con difetti del quoziente intellettivo.

Per le donne che intendono pianificare una gravidanza e per quelle che sono all’inizio della gestazione, gli esperti consigliano esami di controllo (il più semplice è l’analisi della concentrazione di TSH – ormone tireostimolante – nel sangue) in modo da scongiurare, attraverso le opportune terapie, eventuali problematiche per il feto. Spesso una dieta equilibrata arricchita in iodio può fare la differenza: questa sostanza infatti è uno degli ingredienti principali degli ormoni tiroidei. La quantità giornaliera raccomandata di iodio per le donne in gravidanza è di 250 microgrammi al giorno: pesci di mare, crostacei, uova, latte, carne ne contengono elevate quantità (in frutta e verdura invece questa sostanza è poco presente), oltre agli integratori specifici già presenti sul mercato.

Fonti: http://roma.unicatt.it/4081.htmlhttp://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1582-4934.2009.00947.x/abstract

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